Gastronomia
Fanno parte del patrimonio della tradizione orale quasi tutte
le elaborazioni tipiche, improntate sulla sapienza manipolativa
e il rispetto dei profumi e dei sapori primari degli ingredienti.
Le troffie, di farina di frumento o di castagne, richiamano
i primi passi verso le forme più sofisticate di pasta.
Sono il passaggio tra le le polentine mediterranee e gli spaghetti
e i fidelini. E il condimento è rimasto antico: pesto,
con basilico, olio purissimo, formaggio grattugiato e pinoli.
poi. Gli elementi fondamentali si ripetono e si ricompongono
in forme e sapori diversi e peculiari: le torte di verdura,
in particolare. Forme rotonde, segno di devozione. Per la Madonna,
come i rosoni delle belle chiese delle Cinque Terre. Le torte
erano preparate la vigilia della festa a Soviore o alla Madonna
della Neve. A Monterosso, quella di riso veniva impreziosita
da un po' di funghi secchi.
Pesto alla genovese
Ingredienti:
n° 5 mazzi piccoli di basilico
n° 1 manciata di prezzemolo
n° 2 spicchi di aglio tagliato a fettine
gr. 50 formaggio pecorino sardo grattugiato
gr. 15 pinoli
olio extra vergine di oliva
Preparazione:
Pulite bene il basilico e il prezzemolo e mettete il tutto a
bagno in un recipiene per circa 10 minuti. Lavate bene tutte
le foglie e asciugatele un canovaccio. Sulla base del tagliere
ponete: l'aglio, i pinoli, 25 gr. di formaggio ed infine le
foglie di basilico e prezzemolo asciutte. Con la mezzaluna sminuzzate
il tutto sino ad ottenere un crema morbida. Per mantenere il
pesto, utilizzate un barattolo di vetro munito di coperchio,
aggiungete abbondante olio sino a coprire il tutto. Deponete
il barattolo nel frigo. Lessate la pasta e condite.
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